Il mio cervello è realmente diviso in due. Una parte è quella diurna, quella che lavora, quella che, oddio, produce.
L’altra è quella che sogna, che scrive, che vive.
A volte sono in equilibrio, ma molto più spesso lottano e combattono, finché uno dei due “cervelli” non prende il sopravvento.
Spero che alla fine, quando sul campo di battaglia si decreterà il vinto e lo sconfitto, ecco in quel momento vorrei che il mio cervello più vero, quello che vive, sia il “cervello” che canta vittoria.
... Che poi ieri sera, dopo il Salone e dopo una grappa barricata, arrivato in hotel, prendo l'ascensore per il mio terzo piano e ci incontro un uomo con giacca, camicia azzurra e pantaloni grigi. Sol...
Che quel giorno lì hai deciso di rimanertene a casa. Il cielo se ne veniva giù in forma di gocce, e il vento sembrava dovesse radere al suolo secoli di civiltà. E tu, nell'abbraccio del tuo divano, te...
... Che passeggiavo a Maybachufer.
La prima notte di primavera in cui avrei potuto guardare le stelle, il cielo era blu scuro, senza luna, al vento - come dei sussurri di pura tristezza.
Ho sent...