Sono chimico computazionale e scrittore. E sono spacciato.

Grande editore o piccolo editore?


Posted on October 24th 2009, by Arturo Robertazzi in #DcSc, DestinazioneCuoreStomacoCervello. 1 Comment

Caro autore emergente,
se ti chiedessero: “Vuoi pubblicare con Einaudi o con un piccolo editore” risponderesti sicuramente: “EINAUDI!”.
Eppure, caro autore emergente, se ti trovassi in una situazione priviligiata, di scelta, ti giuro, avresti dei dubbi, proprio come li ho io.
Il grande editore ha già nomi famosi su cui puntare, ha tempi di pubblicazione lunghi (Feltrinelli pare abbia chiuso per i prossimi due/tre anni) e sono difficili da “raggiungere”. Chiaro: offrono una distribuzione capillare e hanno risorse economiche non indifferenti. Ma la domanda è: le usano davvero per uno scrittore sconosciuto come te, cioè, come me?
Il piccolo editore (mi riferisco all’editore serio e che pubblica senza contributo), invece, se punta su di te lo fa perchè ci deve guadagnare. E tu, autore emergente, avresti la sicurezza che il piccolo editore ce la mette tutta, altrimente muore.
E poi supponiamo che tu, autore emergente, pubblichi con Einaudi e diventi un caso letterario: beh, non hai mai fatto una presentazione, non conosci l’ambiente… ti ritroveresti con una ferrari senza sapere come guidarla!
E se poi, invece, caro autore emergente, il libro ti va male: cavolo, non hai scuse! Eri con un grande editore: hai bruciato le tue chances.
Caro autore emergente, io mi sto convincendo che per entrare in questo magico mondo fatto di parole, storie e personaggi incredibili, il piccolo editore (serio e senza contributi) è, forse, davvero la scelta giusta!





One Response to “Grande editore o piccolo editore?”

  1. Arturo Robertazzi
    Twitter: ArtNite
    says:

    Riporto i commenti dal vecchio blog…

    Anonimo.
    Non é chiaro a chi ti riferisci…all’autore emergente?

    Io.
    mi riferisco a un autore emergente, mi riferisco a me, e, chissà, forse mi riferisco pure a te!!

    Anonimo.
    Mah… penso che il grande editore offra GARANZIE perche’ deve mantenere il buon nome, e in piu’, anche se “non si impegna” offre comunque grande visibilita’ e agevolazioni rispetto al piccolo editore Le storie che conosco di autori emergenti che hanno pubblicato con piccoli editori non sono a lieto fine… sono storie finite in angoli oscuri, e di inaspettate e non gradite sorprese: cattiva organizzazione, gestione e costi… certo, forse gli editori non e rano seri, chi lo sa… Punta alla Ferrari, e vivitela!

    Io.
    Caro utente anonimo, hai ragione anche tu (come direbbe Lucio in una vecchia canzone).

    Scegliere è sempre un atto difficile, specie se poi quello che ne viene è un salto nel buio.

    Un po’ il dubbio mi resta… Mettiamola così: giovedì vedo la proposta di contratto dell’editore e decido.

    E, come faccio sempre, posterò pensieri e parole (per rimanere in tema).

    Andrea Serra (http://wwwnew.splinder.com/profile/andreaserra)
    Ciao Arturo, se posso darti un consiglio… non accettare consigli.
    Sono certo che sceglierai per il meglio anche perché, comunque, non ci sarà mai la controprova. Condivido le riflessioni del tuo post e ti auguro, aldilà di tutto il resto, serenità nello scegliere e nel raccogliere.
    A presto
    Andrea

    Io.
    Beh, Andrea, hai ragione sui “consigli”. Ho valutato, pensato, deciso e cambiato idea e deciso ancora: non sarò avventato.

    Poi ti farò sapere “dettagliatamente” quello che succede… Credo che ci rivedremo presto!!

    akribia.
    Caro Arturo, spero che la scelta tua e nostra sia quella giusta. Noi, come dicevi nel post, ce la metteremo tutta. Non solo per guadagnare, ma anche perché siamo prima di tutto lettori.

    Io.
    Cara akribia sono convinto della scelta che ho (abbiamo) fatto… ora inizia la GRANDE avventura!

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