Sono chimico computazionale e scrittore. E sono spacciato.

“Il Deserto Dei Tartari”, Dino Buzzati.


Posted on February 22nd 2010, by Arturo Robertazzi in #DcSc, DestinazioneCuoreStomacoCervello. No Comments

Giovanni Drogo, giovane soldato, lascia casa perchè assegnato alla Fortezza Bastiani, “magro presidio” a protezione del Regno dai Tartari, popolazione del Nord. Si voltano le pagine e conosciamo le sue paure, i suoi sogni, i suoi dubbi e, intanto, inesorabile, bastardo, il tempo passa: ”Era forse questione di ore, forse di settimane o di mesi; ma anche i mesi e le settimane sono ben povera cosa quando ci separano dalla morte”.

È un romanzo che è un monito, questo di Buzzati: noi stupidi mediocri che sogniamo la gloria perchè “formalmente promessa dal normale ordine nella vita”. E mentre attendiamo noi il successo, e Drogo attende l’arrivo dei Tartari da Nord, la giovinezza sfiorisce. E non lo fa lentamente, no! Lo fa da un momento all’altro, bruscamente, come il concitato fruscio di una pagina: “Si volta pagina, passano mesi ed anni”.

“Il deserto dei Tartari” è un romanzo fondamentale, da leggere, da rileggere, da studiare perfino, perchè è la descrizione nitida della ingenuità di un uomo che è la stessa ingenuità di noi lettori.





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