La banda di Ryan O’ Reilly.
Profumo di vecchi tempi al Lange Nacht Pub.
Una bionda seduta con me, tutta bollicine che salgono e schiuma bianca.
Dentro ci vedo una notte d’estate. C’è una cattedrale con due torri che quasi si toccano e noi, uomini e donne che schiamazzano. Si va, nella notte tedesca, a perdersi su una collina.
Sorso.
Solo, fuggo verso la cattedrale. Guardo quelle due torri per un tempo lungo quanto un respiro e continuo. Dentro la notte.
Sorso.
La Germania mi gira attorno, e io ci cammino in mezzo. Chilometri consumati nella piccola città di Hegel e Hoffmann, tra fiume e canali. Vago finché musica non mi chiama: è il Pelikan. Entro. Ché la musica viene da lì: da un irlandese con dietro un contrabbasso, una chitarra, spazzole e batteria.
Per me può bastare.
“I remember her, she was looking away” cantano e io immagino lei… I capelli mossi dall’estate calda, si volta, è un attimo, ma è già via, e scorge appena lui che ha perso l’ultima chance di costruirsi un buon ricordo.
Applauso e ai miei occhi torna il ragazzo con microfono e barba, con voce rauca e viso tagliato.