Berlin sweet Berlin.
Non si sono nemmeno chiuse le porte dell’eurocity Praha-Berlin che ne sento già l’energia.
A Südkreuz salto sulla S-Bahn per Hermannstraße: è odore di Berlino, aria di casa.
Scendo le scale verso la U8 e incrocio il cantante-sassofonista dei Rupert’s Kitchen Orchestra. Gli sorrido, ma lui niente. Ovvio: non mi conosce.
Arrivo a casa. Lavato. Pronto per uscire, ché a Berlino è ancora estate.
Salto in bici, diretto a Tempelhof. Sembra che tutta Berlino sia lì: i turchi che fumano il narghilé, i tedeschi che arrostiscono la carne, i ciclisti, i pattinatori, le donne in costume, gli uomini a petto nudo, e gente, tanta gente che beve, che fuma, che ama e che vive.
Lascio Tempelhof e, diretto verso Hermannplatz, attraverso Volkspark Hasenheide. E ancora Berlino che beve, che fuma, che ama e che vive.
Pedalo, ché i ‘Kicks of life’ di Dean e Sal sono forti. E li sento tutti.
Pedalo verso Weserstraße, strada di locali, tra Kreuzberg e Neukölln (tra tutti vi consiglio il Silver Future, se ci andate, capirete perché) e finisco a Reuterstraße, allo Yuma Bar. Ordino una Duvel: un sorso da otto gradi e mezzo che mi porta a ricordi freschi di Repubblica Ceca…
Ora sono a casa. Nel mio salone, con una vodka comprata a Danzica. È settembre, a Berlino c’è un temporale di fine estate. Guardo fuori dalla finestra: suono di pioggia, e penso che sono a casa.
Funny, I discovered the Silver future yesterday. Liked it too.
Anyway, welcome back !
Twitter: ArtNite
says:
Silver Future is a really cool place!