Sono chimico computazionale e scrittore. E sono spacciato.

I non-refusi di Zagreb.


Posted on October 27th 2011, by Arturo Robertazzi in #DcSc, DestinazioneCuoreStomacoCervello. No Comments

Da quando Zagreb è uscito, da maggio, io non l’ho mai più riletto. Forse non lo rileggerò mai più, forse lo farò fra qualche anno.

Avevo il terrore che ci fosse un refuso da qualche parte, un errore, un’imprecisione. Poi sono cominciate le letture e le presentazioni e Zagreb io ho dovuto leggerlo. Alcuni brani, quasi sempre gli stessi.

Ed eccolo lì il presunto refuso. Un accento, niente di che. Me ne sono fatto una ragione.

Giorni fa ho letto il Libraio (di cui scriverò una non-recensione), anche questo romanzo edito dalla mia casa editrice. Ed eccolo lì: lo stesso accento, lo stesso presunto refuso. ‘Non può essere’, mi sono detto e ho controllato.

Ecco cosa dice l’Accademia della Crusca a proposito di questo accento:

 Luca Serianni (Grammatica italiana - Italiano
comune e lingua letteraria, Torino, Utet, 1991², p. 57)
ritiene, ad esempio, «Senza reale utilità la regola di non
accentare sé quando sia seguito da stesso o medesimo,
giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la
congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni
e scrivere sé stesso, sé medesimo. Va osservato, tuttavia,
che la grafia se stesso è attualmente preponderante […]»

Dal

Già: un banale “sé stesso”. Ero convinto fosse un errore. Non lo è. Lasciatemelo dire: amo la mia editor.





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