Sono chimico computazionale e scrittore. E sono spacciato.

Avete mai sentito parlare di HybridBook?


Posted on January 16th 2012, by Arturo Robertazzi in #DcSc, DestinazioneCuoreStomacoCervello. 3 comments

Un tempo esistevano solo due tipi di libri, e cioè i libri buoni e tutti gli altri. Ormai non è più così. Si parla di eBook, enriched eBook, enhanced eBook, e, oggi, con meraviglia, scopro l’esistenza degli HybridBook.

Un HybridBook è un libro cartaceo che tra le righe nasconde un’appendice digitale. Nell’ultima pagina è stampato un codice QR (o un link) che permette di scaricare un’estensione che contiene testo, mappe, illustrazioni. Gli ideatori del progetto alla Melville House, un editore indipendente americano, chiamano questa estensione digitale con un nome suggestivo: illumination.

Incuriosito sono andato alla fonte: sul sito della Melville House sono disponibili già diversi titoli, per cui l’illumination è gratuita, una volta acquistata la copia cartacea.

Forse dovremmo cominciare ad abituarci: non sono più solo romanzi, ma illuminated novels.





3 Responses to “Avete mai sentito parlare di HybridBook?”

  1. Alessandro says:

    Molto interessante il tuo post. Conoscevo l’utilizzo del codice QR ma non sapevo esistesse un nome specifico per i libri che includono questa tecnologia. Grazie Arturo!

  2. Carmine says:

    Rispondendo al titolo: no, è la prima volta che ne sento parlare. Mi sembra una novità interessante, che si inquadra nel più ampio contesto della rivoluzione digitale che si sta consumando nel mondo dell’editoria.
    L’unica precauzione di fronte a tali sconvolgimenti – e mi sembra di essere in sintonia con altri interventi scritti in questo blog – è di non rendere un problema di forma come uno di sostanza. Pagine ingiallite o schermo dell’e-reader, in fondo fa lo stesso. Ciò da cui non si può prescindere è il contenuto!

  3. Arturo Robertazzi
    Twitter: ArtNite
    says:

    Sì, credo sia proprio così!

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