Arturo Robertazzi. Computational Writer - Scrittore Computazionale

Rimane inchiostro su pagina.


Posted on March 10th 2012, by Arturo Robertazzi in #DcSc, BERLINO, Dal Mio Taccuino, DestinazioneCuoreStomacoCervello. 1 Comment

Non sono nemmeno le nove del mattino e ho riempito pagine e pagine del mio taccuino. È un taccuino nuovo. E quando inizio un taccuino nuovo succede sempre qualcosa.

Questo taccuino inizia con le parole di un regista turco incontrato in un bar di Berlino, il Roses Bar, che ospita sempre teatri dell’assurdo a una certa ora.

Pareti decorate con pellicce rosse e colori forti.

Hüseyin, il regista turco, che ha partecipato alla Berlinale, dice, mi si avvicina. È chiaro quello che vuole. Qualcosa che io non posso dargli. Parliamo. Gli dico vedi che qui c’è un autore, una regista e un fotografo, riferendomi ai due compagni di avventura di quella notte. Ho bisogno di voi!, dice Hüseyin. Allora gli passo il taccuino, è ancora vergine. Non ha una macchia di inchiostro. E Hüseyin comincia a scrivere in inglese, poi scivola in tedesco e infine in turco, appuntando email, numero di telefono e sito.

Quando gli chiedo cosa significhino le parti in turco, mi si avvicina e me le traduce all’orecchio. Il teatro dell’assurdo.

Da quella sera, qualche sera fa, il taccuino si è riempito di vita, di cose successe, di conflitti, rivoluzioni e liberazioni attese. E piccole grandi frasi che per me hanno un immenso significato.

Amare non può essere una colpa, è la frase di questa mattina.

È una verità, c’è poco da fare, e se uno a questa verità ci crede, poi deve credere anche nelle conseguenze. Le rivoluzioni, si sa, passano per il dolore e il sangue, e se funzionano, attraverso la liberazione si approda a una nuova era. Ecco: io aspetto la nuova era, mentre attraverso in pieno il dolore e il sangue.

Non tutto può finire su questo blog.

Qualcosa, molto, moltissimo, deve rimanere inchiostro su pagina, ché quello è il suo posto.





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