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Atomi e Parole: Quando i Chimici Diventano Scrittori – guest post di Leone Oliva
Uno dei corsi che più mi ha entusiasmato durante la carriera universitaria di chimico è stato quello di stechiometria. La chimica più “vera”, qualcuno direbbe, quella fatta di atomi e molecole che reagiscono, di proporzioni, di reazioni chimiche e di esperienze di laboratorio che, al chimico in erba, sembrano meraviglie fantascientifiche. Ricordo il mio primo camice, gli occhialini di protezione e i guanti in lattice; le misure del volume dell’idrogeno, gli stati di ossidazione del Manganese e gli ossidi di Fe II e III. CONTINUA A LEGGERE
Sindrome da Pagina Bianca: le 3 Paure e i 2 Consigli di Virginia Fiume
Virginia Fiume ha 30 anni e, milanese, ha vissuto a Roma, a Betlemme, a Palermo e a Londra. Scrittrice (coautrice di Voglio un Mondo Rosa Shokking, edito da Newton Compton) e blogger, Virginia coordina il progetto editoriale S28Mag (ti consiglio di andare a dare uno sguardo). Con Virginia ci si insegue da qualche mese ormai su twitter e sui nostri blog. Era inevitable che prima o poi sarebbe finita nella rete di Scrittore Computazionale. CONTINUA A LEGGERE
#GenteDiBerlino: Rubén Vidal, il Pittore che Porta in Giro il Mondo
Rubén Vidal è un pittore spagnolo che vive a Berlino. Ha studiato a Saragozza, alla Scuola di Arti Applicate, e a Siviglia, alla Facoltà di Belle Arti Santa Isabel de Hungría. In Italia ha trascorso alcuni anni alla scuola di Belle Arti di Firenze. Dal 1995 ha organizzato una ventina di mostre in Italia, Spagna e Germania. Rubén Vidal l’ho conosciuto in un viaggio che definirei epico. CONTINUA A LEGGERE
7 Domande a @I_am_Italy, il Twitter Italiano che Ruota
In Svezia hanno cominciato poco più di un anno fa, poi si sono uniti gli Stati Uniti e l’Australia. In pochi mesi, si sono aggiunte altri Paesi e Città, è il Rotation Curation Movement (#RotationCuration oppure #RoCur), il progetto nato su Twitter che si basa su un principio molto semplice: ogni settimana un utente diverso gestisce un profilo collettivo. In molti casi per raccontare un Paese. CONTINUA A LEGGERE
Back in time.
Che quel giorno lì hai deciso di rimanertene a casa. Il cielo se ne veniva giù in forma di gocce, e il vento sembrava dovesse radere al suolo secoli di civiltà. E tu, nell’abbraccio del tuo divano, te ne sei rimasto a casa.
Che quella parola lì è scappata: lei seduta davanti a te con un paio di occhi nei tuoi, stretti dentro le ciglia, bocca chilometri sotto il naso. CONTINUA A LEGGERE
Ascolto e derivo con The Drift e questecosedascrivere.
Scrivo di domenica mattina mentre Berlino gioca alla primavera. La vedo, intorno a me, con quelli in bicicletta, quelli che corrono, quelli che ridono e con quei venti gradi.
Io sono dentro: ascolto e derivo con The Drift.
The Drift è un programma radiofonico di Radio Fandango che ascolto spesso, di domenica appunto. Un programma tutto speciale, nato dalla collaborazione tra Valerio Mirabella, che lo ha ideato e lo conduce, e Anüz Allen, autrice di un blog che seguo da sempre, questecosedascrivere (e fotografa della mia foto con Zagreb). CONTINUA A LEGGERE
Sabine, blues e glühwein: un sabato da turista a Berlino.
Capita raramente, ma capita: a volte dimentico che dalla mia finestra si vede Berlino.
Ecco: oggi è uno di quei giorni.
Capita, allora, che per ricordarmi dove vivo, ho bisogno di una passeggiata a Unter den Linden, di vedere la Brandenburger Tor o perdermi a Potsdamer Platz.
Vado, prima tappa Alexanderplatz.
Ci arrivo da Boddinstrasse con la U8, ad aspettarmi il mercatino di Natale di Alexanderplatz: tedeschi, italiani, spagnoli, gente di ogni luogo si diverte tra le bancarelle e i biergarten (superfake) bavaresi. CONTINUA A LEGGERE
Whores’ Glory: che film!
I suoi occhi si abbassano. Rimane in silenzio. Le dita si intrecciano. Rialza la testa, ma non guarda la camera. Infine parla: “La maggior parte dei clienti è stata buona con me” e ripiomba nel silenzio. Dopo secondi di grida e risate fuori campo, parla ancora: “Noi donne siamo delle creature infelici”.
Chi parla è una ragazzina, una prostituta della “City of Joy”, il quartiere a luci rosse del distretto di Faridpur, Bangladesh. CONTINUA A LEGGERE
On the road, with Jack and John.
“Sulla Strada”, il capolavoro di Jack Kerouac, è un romanzo che va letto in inglese. #Facts
Ho cominciato in italiano, era una copia cartacea e disastrosa (di cui ho già parlato qui). Dopo un centinaio di pagine mi è sembrato ovvio che l’italiano non funziona: il ritmo, la complessità, la velocità delle frasi di Kerouac si perde nelle nostre parole lunghe, accentate nella maniera sbagliata, e nei nostri periodi infiniti. CONTINUA A LEGGERE
John Fogerty, come il Mar Rosso.
“Ho sentito degli inglesi che usano la Les Paul come chitarra solista. Aveva questo suono pieno. Quando l’ho suonata per la prima volta e ho iniziato con Mi e Sol, è stato come se il Mar Rosso si fosse aperto.”
Ecco, io me lo immagino con una Les Paul in mano, camicia a quadri. La batteria è già lanciata. Il microfono davanti. Si piega, scuote i capelli e, guardando in alto verso le luci, caccia quella sua voce. CONTINUA A LEGGERE
Troppo vicino al sole, Icaro.
“The dream is over, yesterday”
… che io credevo che amicizia significasse amare, che vita significasse vivere – non morire – che amore significasse andare in spiaggia con costume, occhiali da sole e cocktail a vedere come butta.
“I was the dreamweaver, but now I’m reborn”
Mi sveglio a 33 anni da un sogno e so già che non riuscirò più ad addormentarmi. Come fossi un Arturo-Icaro che ha provato a volare, troppo, troppo vicino al sole, e che precipita, svolazzando a gran fatica. CONTINUA A LEGGERE
Alabama Song: da Bertolt Brecht al Duca Bianco.
… Chi era Bertolt Brecht?
Era un drammaturgo, sì. Era pure un poeta. Era anche autore di libretti per operetta, spesso in collaborazione con Kurt Weill. Insomma, i due erano una sorta di Lennon/McCartney degli anni ’20 tedeschi. CONTINUA A LEGGERE
I’d love to turn you on.
Cominciamo dalla fine: un mi maggiore suonato da John, Ringo, Paul, Evans e Martin, un mi maggiore che è lungo 40 secondi e che compone uno dei finali più interessanti della storia della musica recente.
A day in the life è considerata da molti la migliore canzone dei Beatles, certamente è una delle più innovative e ambiziose. Scrive Paul Grushkin in Rockin’ Down the Highway: ”[A day in the life is] one of the most ambitious, influential, and groundbreaking works in pop music history”. CONTINUA A LEGGERE
Das ist Berlin.
Non so, forse sono io. O forse sono i boulevard sovietici, Alexanderplatz e la torre, il cielo grigio sopra, i viavai immensi di persone, forse sono i treni gialli della metropolitana, la Sprea a volte ghiacchiata, forse sono io, la mia percezione, non so.
… Forse è Berlino, come piange, come ride.
Qui Marlene Dietrich che arriva dove le mie parole non sanno. CONTINUA A LEGGERE
I’ve got blisters on my fingers!
“When I get to the bottom I go back to the top of the slide, where I stop and I turn and I go for a ride” queste le prime parole di Helter Skelter, scritta e interpretata da Paul McCartney che, parlandone in un’intervista, disse “L’abbiamo fatta così perché a me piace il rumore.”
Helter Skelter non è rumore: è una delle canzoni più graffianti dei Beatles, con un testo molto esplicito; sessuale, più che sensuale. CONTINUA A LEGGERE
Yes is the answer.
… Che poi uno sale la scala in legno, guarda dove mette i piedi, si accompagna con le mani per non cadere, sale fino al soffitto: lì c’è un dipinto che pende, un canvas bianco, con uno spioncino in vetro attraverso cui guardare e uno guarda, e ci vede scritto YES.
Cazzo non un “no” e nemmeno un “forse”, ma un incoraggiante, consolante, idratante YES.
(Inspired by this, to read while watching this and listening to this) CONTINUA A LEGGERE
The Beatles Re-Education Program.
Questa è una sfida.
Due cari amici, seppur ammettendo l’importanza dei vecchi quattro FabFour nella storia della musica, ne criticano le capacità compositive. Sostengono, e si sostiene troppo spesso, che i Beatles abbiano prodotto un gran numero di canzonette piacevoli, con grande continuità, senza raggiungere un livello eccelso, quel famoso “altro pianeta”.
Ebbene, raccolgo la sfida.
Con il “Beatles Re-Education Program” proverò a far cambiare idea a questi due cari amici, mostrando a loro e a voi, i lati più innovativi, eclettici e sublimi della produzione del gruppo inglese. CONTINUA A LEGGERE
Due raggi di sole.
… Beh, vorrei ringraziare qui sul blog imbrattacarte e appunti di carta. Entrambi mi hanno onorato con un Sunshine Award.
Grazie!
… E nel grigio estetico di Berlino, questi due raggi di sole riscaldano un po’ e allora, per ricambiare, vi regalo un pezzo di un vecchio gruppo tedesco.
Enjoy! CONTINUA A LEGGERE
It’s A Very Very…
“Mad World“.
Mi sono svegliato con questa canzone in testa. E quando dice “… I find it kind of funny, I find it kind of sad, the dreams in which I am dying are the best I have ever had”, beh… è quasi poesia…
Attorno a me ci sono facce di persone che sorridono, che piangono, che vivono. E tra questi, quanti sono i matti! Coloro che si staccano dalla realtà, che non possono amare, che non possono non odiare, che credono di essere perseguitati, che pensano di essere inutili, che credono che i loro mali siano nulla o che il loro nulla sia il peggiore dei mali. CONTINUA A LEGGERE
Il Divano Blu: I Creedence Cantano (5).
Fa caldo, i creedence cantano ed io sono sul mio Divano Blu…
Il “Romanzo” scorreva come un fiume in piena, ogni giorno arrichendosi di nuovi personaggi che avevano fin a quel momento lottato per guadagnare la mia attenzione e diventare attori delle storie che inventavo. Allora mi accorsi di come gli attori della mia storia potessero prendere vita, scegliere strade proprie e persino ingannarmi… E a volte un personaggio parlava e mi spaventava, un avvenimento accadeva e mi stupiva, un amore iniziava e mi rendeva felice. CONTINUA A LEGGERE
As John would say…
Qualche giorno fa, una persona a me cara mi ha “confidato” che la vita è bella solo per i forti. Sul momento io non ho saputo aggiungere null’altro, ma nella testa aveva cominciato a girare una vecchia canzone:
You know life can be long
And you got to be so strong
And the world is so tough
Sometimes I feel I’ve had enough
Credo che John avesse centrato il punto… CONTINUA A LEGGERE