Quando gli Scrittori Precari Andavano in Giro coi Baffi e i Pantaloni a Zampa

- intervista a Gianluca Liguori

No, no, non è Simone Ghelli

Ho conosciuto alcuni degli Scrittori Precari a un reading collettivo tenuto a Roma durante i giorni di Librinnovando 2012. Ne abbiamo bevuti di bicchieri di vino! Ne abbiamo lette di storie! Proprio questo fanno gli Scrittori Precari: vanno in giro per l’Italia a leggere storie. E a quanto ne so io, lo fanno benissimo. Oggi su Scrittore Computazionale ho l’onore di intervistare Gianluca Liguori, insieme a Simone Ghelli, uno dei fondatori degli Scrittori Precari.

Io gli Scrittori Precari me li immagino un po’ come la Dead Poets Society de L’attimo fuggente: giovanotti con la testa tra le nuvole e talento per lo scrivere. Ma, dicci la verità, quanti litri di vino bevete ogni volta che vi incontrate?
Una volta ne bevevamo molto di più (a parte Zabaglio, che beve cose immonde), poi, sai com’è, transaminasi, epatiti, ulcere, e ci siamo dati una regolata. In realtà avevamo cominciato a fare reading giustappunto per scroccare da bere, non a caso le prime letture erano sempre nei pub.

Avete cominciato nel dicembre 2008, tu e quel bell’uomo di Simone Ghelli. Vi siete ingranditi, avete collaborato con un sacco di gente, e ormai, in rete e per la strada, vi conoscono tutti… ma com’erano le cose agli inizi, quando Simone Ghelli aveva i baffi e tu portavi i pantaloni a zampa d’elefante?
Nella tua domanda ci sono affermazioni false e tendenziose. Ho sempre detestato i pantaloni a zampa d’elefante; e poi: Ghelli un bell’uomo? Simone è l’eccezione alla regola “ogni scarrafone è bell’ a’ mamma soja”. A parte questo, nonostante la fama, siamo rimasti gli stessi cazzari di quando abbiamo iniziato. Ho detto fama? Scusa, intendevo fame. C’hai un paio d’euro per un panino?

In un vecchio articolo uscito su LeDita, sostenevo che lo scrittore deve andare online e trasmettere dalla rete. Wu Ming 1 commentava il post dicendo che lo scrittore deve tenere il culo per strada. Voi Scrittori Precari fate entrambe le cose. Ma è ancora importante andare tra la gente, leggere le proprie opere, e stare su un palco?
Fondamentale. Sempre di più. E in questo, posso dirlo con un pizzico di orgoglio, siamo stati un po’ pionieri, sul territorio romano, ma non solo. Non abbiamo inventato nulla, per carità, si tratta d’altronde della pratica con cui è iniziata, prima di nascere, la letteratura: l’oralità. Con Scrittori Precari abbiamo contribuito a riattizzare l’esigenza, la necessità e il desiderio di ascoltare. Le persone hanno bisogno di storie ma sono pigre, quindi se qualcuno si prende la briga di raccontargliele, contrariamente a quanto si tende a credere, ascoltano; e apprezzano, quando sono belle storie e raccontate bene. Comunque la soddisfazione forse più grande è stata quella di essere seminali in luoghi e città… oggi sembra che dappertutto si tengono letture, ogni sera, in ogni città. Su facebook, gli inviti agli eventi letterari non danno tregua. Direi che va bene. C’è fermento.

In metro a Berlino una persona su tre legge un libro, cartaceo o eBook (qui i numeri sulla lettura in Germania). Molti bar e café organizzano letture, il biglietto di ingresso costa 5 euro e la sala è piena di gente. Insomma Berlino è una specie di paradiso per lo scrittore… Da noi invece? Quanto è difficile in Italia, un paese in cui si legge pochissimo, promuovere la lettura?
Guarda, per quanto riguarda Scrittori Precari siamo in una fase di rinnovamento, poche settimane fa abbiamo ufficializzato, e approfitto di questo spazio per ribadirlo, che da gennaio è entrato a far parte del collettivo anche, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, Matteo Pascoletti, che ha fatto il suo esordio da reader con noi a Torinounasega2; ecco, l’evento fiorentino è un esempio di come la buona letteratura può portare oltre centocinquanta persone in un bar capace di contenerne un terzo e scatenare il delirio (gente ubriaca, persino noti intellettuali, lavoratori e agitatori culturali, e addirittura una piccola rissa non so dovuta a cosa, ma mi è sembrato di capire per colpa di Gregorio Magini). Per il futuro puntiamo a trovare qualche giovane in gamba e agguerrito… noi vecchi vorremmo pure andare in pensione. Battute a parte, purtroppo da noi, è un dato, non si legge. Noi da cinque anni promuoviamo lettura a costo zero. Ma costa tempo e lavoro. Con pochissime risorse potremmo fare molto di più, ma sulla distribuzione dei fondi destinati alla cultura e di conseguenza su tantissime iniziative che vengono fatte, stendiamo un velo pietoso, altrimenti c’è solo da farsi scoppiare il fegato e già, come dicevamo, l’alcol ha fatto i suoi danni. Il Paese è da rifondare, rinnovare, ma il cambiamento è un processo lungo e doloroso. Data la situazione politica, c’è ben poco da rallegrarsi. Comunque, quando vuoi, organizza pure un reading a Berlino. Così con la scusa ci si beve qualche birra insieme e si progetta una rivoluzione.

Ecco, mi viene da chiedere… ma chi ve (ce) lo fa fare?
Parafrasando Dylan Thomas, anche per restare nel solco tracciato dal binomio alcol/letteratura, “saremmo dei dannati pazzi se non lo facessimo!”.

Precari lo siamo un po’ tutti, ma forse questa condizione è fondamentale per l’artista e per lo scrittore. Sogni una vita più stabile e magari di vivere della tua scrittura?
Mi è venuta un’idea. Lanciamo un appello: troviamo mille persone disposte a donarmi un euro al mese, cosa vuoi che siano: soltanto 12 euro l’anno. Ho già un’idea per il nome: Fondazione Liguori Merda [si veda la foto]. Dici che funzionerebbe? In quel caso potrei dedicarmi totalmente ai lettori. Le idee non mancano, ma purtroppo tra scapicollarsi in vari lavori per sopravvivere e il tempo e le energie che vengono succhiate dalla precarietà, si fa molto meno di quanto in realtà si potrebbe. Però do tutta la mia disponibilità, eh!

Cosa stai leggendo?
L’ultima folgorazione è stata Houellebecq: uno scrittore immenso. Ho letto prima Estensione del Dominio Della Lotta e subito dopo Le Particelle Elementari, un romanzo definitivo, perfetto. Ti dà da credere che è ancora oggi possibile per l’uomo produrre capolavori letterari. Tengo a precisare però che non ho mai letto Bolaño e Foster Wallace. Su, avanti con gli insulti!
Per quanto riguarda la narrativa italiana invece, sto preparando tre pezzi in cui si parla di un po’ di romanzi. Per scoprirli l’unica possibilità è seguire Scrittori Precari. Se proprio devo dare due titoli, rimando ai miei consigli di lettura natalizi, ancora attuali, perché si tratta di due esordi potentissimi che meritano senza alcun dubbio un pubblico ben più ampio, qui.

E cosa stai scrivendo?
Sto valutando di smettere. Ma continuerò a fumare. Così poi quando nessuno se lo aspetta più tiro fuori un capolavoro e in tanti potranno ancora dire e scrivere: «Liguori merda!».

4 Comments

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  1. Posso dire una cosa?

    LIGUORI MERDA!!!

  2. Ci tengo a precisare che non ho avuto alcun ruolo in quella rissa, se non come ingombrante paciere.
    [I fatti: un pazzo cocainomane è entrato a bomba nella via in retromarcia rischiando di investire una carrozzina. Dentro alla carrozzina c’era, in maniera scarsissimamente originale, un neonato, e i genitori non l’hanno presa proprio benissimo.]

Phaedrus’ Journey

by Arturo Robertazzi

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