Dopo l’incontro al salone del libro Come si progetta un romanzo digitale? la discussione sull’arricchimento del romanzo si è spostata su Twitter e nei blog. Pochi ancora gli esempi italiani di enhanced ebooks e molte le domande che cercano risposta: cos’è un romanzo digitale? I contenuti multimediali hanno una funzione di supporto o possono avere una funzione narrativa “attiva”? E quali e quanti sono i contenuti multimediali che possono arricchire un romanzo?

Cos’è il #RomanzoDigitale?

Quando a fine 2011 cominciai a lavorare alla versione digitale arricchita di Zagreb (qui è possibile scaricarne un lungo estratto), con l’editore ci confrontammo sulla definizione di quello che sarebbe poi diventato eZagreb.

Banalmente, ci chiedemmo: “Come lo chiamiamo?”

Scegliemmo eZagreb – il romanzo digitale. Nel sito di eZagreb scrivevamo:

 eZagreb è l’edizione digitale arricchita di Zagreb. eZagreb è un romanzo, ma è anche molto di più:  è un viaggio nella Storia drammatica delle Guerre Jugoslave attraverso mappe, immagini, note al testo e decine e decine di link a documenti video, articoli di giornale dell’epoca e atti ufficiali del Tribunale Internazionale per la ex-Jugoslavia. Zagreb evoca, eZagreb informa.

Qualche giorno fa al Salone del Libro 2013, ho partecipato insieme ai Sicsters di In Territorio Nemico (qui l’intervista su Scrittore Computazionale a Vanni Santoni, uno degli ideatori), eFFe e Valentina Manchìa all’incontro Come si progetta un romanzo digitale? (qui lo storify dell’evento di Storia Continua). Quando mi è stato comunicato il titolo dell’evento, ho ritrovato con un po’ di stupore quella definizione “romanzo digitale”.

All’incontro al salone, tuttavia, è risultato evidente che sulla definizione “romanzo digitale”, sulla sua forma e sulla sua sostanza c’è ancora confusione. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti: siamo agli inizi e non abbiamo a nostra disposizione una casistica sufficiente per trarre qualsivoglia conclusione.

Mi pare, però, che si sia d’accordo su cosa non è il romanzo digitale: non può essere un “semplice” eBook, ovvero una trasposizione diretta del romanzo in digitale. Ci si aspetta qualcosa di più, nello scopo e nella forma.

Tra gli scopi del romanzo digitale vedo i seguenti: supportare il romanzo con i contenuti extra, amplificare la narrazione con oggetti multimediali collaterali al romanzo, facilitare il contatto tra lettore e scrittore. La forma dovrebbe andare al di là del testo, sfruttando a pieno le potenzialità offerte dai supporti di lettura digitale: connessione a Internet, navigabilità, possibilità di visualizzazione, con un certo grado di interazione, di immagini e video.

Il romanzo digitale è allora un libro arricchito da contenuti extra che spalmino l’efficacia del romanzo su tutte le dimensioni offerte dal supporto digitale.

Bene: ma quali i contenuti extra?

Se si ha difficoltà a capire cosa sia, rispondere univocamente alla domanda “quali contenuti extra?” è anche più difficile. Ogni libro ha una storia a sé, è un’opera unica, di genere, di stile, di scopi.

Ricordo i dubbi durante la realizzazione di eZagreb: che stile usare per i contenuti testuali? Quali contenuti multimediali inserire? Come rendere navigabile e non invasivo l’arricchimento? Ad aprile dell’anno scorso, a un mese dall’uscita, mi rendevo conto di essermi imbarcato in un’impresa molto più grande di me e temevo di mettere a repentaglio la reputazione del romanzo. Poi, fu lo stesso Zagreb a indicare la strada.

Zagreb racconta una storia in cui la realtà delle guerre nella ex-Jugoslavia si insinua tra le righe del romanzo, senza che il lettore riesca a distinguere nettamente tra fiction e realtà. Questo espediente letterario, ha diretto la realizzazione di eZagreb: i due libri di cui di fatto è costituito, il romanzo e il saggio multimediale, si sfiorano e si intrecciano attraverso una serie di collegamenti modulari e multimediali.

Quella di eZagreb non può essere naturalmente una soluzione unica e definitiva: esistono romanzi di avventura, di fantascienza, di decine e decine di generi differenti e ognuno detterà a suo modo la direzione verso cui il romanzo digitale debba essere realizzato.

Per questa ragione, credo che nei prossimi mesi/anni assisteremo alla nascita di una giungla di romanzi digitali, con forme e soluzioni diverse.

In Rete la discussione sul #RomanzoDigitale

Uno dei risultati più importanti di eZagreb è stato quello di contribuire alla discussione sulle nuove forme del romanzo. Se l’anno scorso, a seguito dell’uscita, gran parte degli articoli pubblicati su blog e giornali mostravano una curiosità rispetto a un oggetto piuttosto inedito, quest’anno la discussione si è rinnovata con più sostanza e partecipazione.

In Libri 2.0 al Salone del Libro di Torino, @isopaci affronta i temi 2.0 trattati in questo salone del libro: scrittura collettiva (e in particolare In Territorio Nemico), scrittura d’autore su Twitter, e eZagreb. Citando il blog post di qualche giorno fa su Scrittore Computazionale, in cui un mio lettore racconta di aver cambiato opinione sul digitale anche grazie a eZagreb, si evidenzia come i ruoli dell’autore e dell’autore si mischino e si scambino, a contatto come sono grazie ai social network e alle possibilità di interazione che un romanzo digitale può offrire.

Da qui la discussione si è postata su Twitter, ben riassunta nel post Testo e cooperazione di Twitteratura. Nei commenti, TorinoAnni10, tentando un parallelo tra la scrittura su Twitter e il libro arricchito, scrive:

Mi pare infine di scorgere un driver di fondo: il digitale accorcia i testi (Calvino e l’epigramma), il libro si fa blog e commento. Poi arrivano i social, i commenti si spostano dalla blogosfera e allagano i social network. Gli esperimenti di scrittura si fanno frammentari […] Il buon risultato, forse, è che la palestra della lettura e della scrittura si apre a molti, senza sovrapporsi alla scrittura autoriale o ostacolarla

Dario de Marco in un SalTo necessario si chiede cosa verrà dopo eZagreb e come sarà il romanzo digitale dopo i primi esperimenti. Dario riporta una nostra conversazione avvenuta a micorofoni spenti al salone del libro. Mi chiedeva come renderò digitale il mio prossimo romanzo – BerlinXxX, ancora in fase di stesura. Mentre eZagreb è comunque una traslazione, se vogliamo più complessa, di un’opera pensata in senso tradizionale, con BerlinXxX proverò a fare un passo successivo: pensare a una versione digitale (arricchita) già in fase di scrittura. Come questo influenzi le scelte narrative che un autore si trova davanti a ogni pagina è difficile dirlo.

Su Equilibri Digitali, Alessandro Miglio si sofferma sulla scrittura collettiva di In Territorio Nemico e, in particolare sul romanzo digitale, scrive:

[…] Da questo ricavo l’impressione che aumentare un testo non significhi necessariamente aggiungere video&immagini confidando nell’effetto scenico. I contenuti extra possono essere anche semplicemente testi, se questi rinforzano l’impalcatura di un progetto narrativo.

A un anno dall’uscita di eZagreb, la discussione attorno al romanzo digitale è ancora viva, si è arricchita ed è più partecipata. Ottimi segnali che fanno ben sperare per il futuro del romanzo, che sia cartaceo, multimediale, interattivo, collettivo o tutte queste cose insieme.

3 Comments

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  1. Un’analisi-commento molto interessante, precisa e “al punto”. Sto seguendo con molto interesse questo argomento.
    Più leggo e più mi piacerebbe sperimentare con il romanzo digitale. Al momento le opzioni che m’incuriosiscono di più sono quelle del libro-gioco e della storia a bivi.

  2. Se ti interessa l’argomento e in particolare libri gioco e sperimentazioni di questo tipo, ti consiglio di dare uno sguardo a Quinta Di Copertina, http://www.quintadicopertina.com/

    Loro sono molto attivi 🙂

Phaedrus’ Journey

by Arturo Robertazzi

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